#cambiostile: il Manifesto in politica

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Anche in politica le parole sono importanti. Per promuovere un confronto politico basato sulla forza delle proposte e non sulla violenza degli insulti e l’inganno delle notizie false, è nata l’iniziativa #cambiostile, promossa dall’Associazione Parole O_Stili in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Osservatorio Giovani.

In pochi giorni ha già ottenuto l’adesione di 5 Ministri e 120 parlamentari di tutti gli schieramenti politici. Sul sito www.paroleostili.com/cambiostile la lista completa di quanti hanno aderito all’iniziativa.

Il 14 dicembre si è tenuta una conferenza stampa al Senato, alla presenza della Ministra Valeria Fedeli, in cui è stato presentato un documento di applicazione dei 10 princìpi del Manifesto alla comunicazione politica.

Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha dichiarato: “Come Ministero siamo convintamente al fianco di Parole_Ostili nella diffusione della cultura del rispetto e nel contrasto di ogni forma di linguaggio dell’odio. Sono azioni che abbiamo messo al centro di un Piano nazionale lanciato lo scorso 27 ottobre che coinvolge tutte le scuole e che ha fra i suoi punti qualificanti  proprio la diffusione del Manifesto della comunicazione non ostile ideato da Parole_Ostili. Naturalmente l’esempio deve venire innanzitutto dagli adulti. Trovo per questo molto importante l’iniziativa che viene lanciata da Parole_Ostili in vista della prossima campagna elettorale. Perché le proprie posizioni e il proprio dissenso possono essere sempre espressi senza ricorrere ad un linguaggio scorretto e senza aggredire chi la pensa diversamente da noi. La politica può e deve farsi promotrice di questo messaggio. Lo deve a se stessa, perché fare politica in senso alto vuol dire saper affrontare con competenza e con correttezza i propri avversari. Lo deve ai cittadini, perché il linguaggio dell’odio non può mai essere tollerato in un dibattito civile. Lo deve alle nuove generazioni, perché è per loro che la politica deve guardare ogni volta che si esprime pubblicamente”.

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