Angela

on 19 marzo 2019
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DIALOGO: Molte volte lasciamo che la paura e il chiuderci in noi stessi prendano il sopravvento e ci allontanino da chi ci vuole bene. Dobbiamo evitare che questo accada, rimanendo costantemente aperti al dialogo e sempre pronti a chiedere aiuto; così facendo ci ritroveremo in un ambiente più sereno e felice.

C’erano una volta tre fratelli che vivevano allegramente in una casa accogliente di città vicina ad una montagna, la quale segnava il confine tre la periferia e la zona non abitata.
Erano tre fratelli molto felici e giocavano sempre insieme.
Una domenica, mentre i genitori erano fuori per alcune commissioni, facendo dei passaggi col pallone sfortunatamente il fratello più piccolo sbagliò mira e la palla finì sul vaso prezioso che la famiglia teneva con sé da moltissimi anni.
Terrorizzati per come l’avrebbero presa i genitori, i tre ragazzini rimasero col fiato sospeso fino al ritorno di questi ultimi.
Quando i genitori rincasarono ovviamente notarono quello che era avvenuto e chiesero di chi fosse la colpa.
Dopo qualche minuto di silenzio, Mirco, quello più piccolo, accusò suo fratello maggiore Giacomo.
Così i genitori lo portarono in soggiorno e cominciarono a parlargli, utilizzando parole che ferirono il bimbo.
Dopo di che il ragazzo si chiuse in se stesso per molto tempo e non rivolse più la parola a Mirco.
Passarono diversi giorni e Anna, la sorella, non ne poteva più del silenzio che ormai era diventato elemento costante e “padrone” di casa e decise di fare alcune domande ai due fratelli.
Prima parlò con Mirco il quale era molto dispiaciuto per quello che era capitato ma non voleva assolutamente dire ai genitori ciò che era veramente accaduto.
Poi fu il turno di Giacomo: quel giorno era molto più taciturno del solito e le disse che non voleva avere più niente a che fare col fratellino.
Detto ciò, Anna andò a riferire tutto quello che aveva ascoltato ai genitori.
I genitori, pertanto, capirono la situazione e chiesero ai due fratellini di fare pace e di ritornare a giocare.
All’inizio fu un po’ difficile riappacificare i due, ma con un po’ di sforzo tutto tornò come prima.

Questo breve racconto può essere visto, a mio avviso, come un esempio di comportamento solito nella società in cui viviamo: la paura di comunicare e di confrontarsi sono sicuramente un ostacolo alla realizzazione di un mondo migliore nel quale vivere. Bisogna evitare che la paura offuschi il nostro modo di pensare e di agire. Tutti insieme, con volontà e sforzo, così come nel racconto fanno la sorellina di Mirco, Giacomo e i loro genitori, dovremmo dialogare di più, metterci un po’ di più nei panni degli altri per trovare soluzioni condivise a problemi complessi, con l’obiettivo di costruire nel tempo un futuro vivibile per noi e per le generazioni a venire.

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