Aurora

on 19 marzo 2019
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Tempo

Ho voluto dare questo titolo al racconto perché il trascorrere del tempo ha portato ad un nuovo inizio di un’amicizia.
Il periodo in cui ci siamo incontrate corrisponde a quello delle elementari. In seconda con questa persona non andavo molto d’accordo. Nonostante ci parlassi, non mi invitava ai compleanni, non mi considerava per svolgere un lavoro o semplicemente per giocare, inoltre rivolgeva nei confronti dei miei genitori parole non belle, non riuscivo a capirne il motivo e, credo, nemmeno lei. Parlandone a casa, abbiamo capito che la spiegazione poteva essere che questa mia amica aveva perso un membro della sua famiglia a lei molto caro per cui, vedendo il rapporto profondo e affettuoso tra me e i miei genitori, lei poteva esserne gelosa, in quanto le mancava questo tipo di rapporto che lei non avrebbe più potuto avere. Mi dispiaceva molto di quanto le era accaduto, era più piccola e viveva un periodo difficile, ma la mia vita familiare continuava e di questo lei doveva farsene una ragione senza incolparmi.
Si era innalzato un muro che in quel momento sembrava essere insormontabile e difficile da abbattere. Fortunatamente l’intervento degli adulti è stato mirato e di grande aiuto, in più lei, crescendo, ha cominciato ad accettare il fatto che la persona a lei molto cara non c’era più e, con il tempo, ha cominciato a parlarmi, a giocare e a relazionarsi con me e con le altre bambine, così siamo diventate ottime amiche. La cosa, ovviamente, è avvenuta gradualmente.
Il momento in cui abbiamo cominciato ad abbattere il muro e a costruire un ponte è stato quando giocavamo nel piccolo parco davanti alla scuola. All’inizio c’era sempre qualche altro ragazzino che giocava con noi, altrimenti saremmo andate a casa, essendo solo noi due a giocare e non c’era il desiderio di stare insieme. Non eravamo ancora abbastanza unite e non trovavamo ispirazioni per delle conversazioni, essendo entrambe timide.
Solo in terza abbiamo cominciato a stare insieme anche quando eravamo rimaste solo noi due, abbiamo scoperto che ci piaceva un cartone animato e che adoravamo la musica, ho iniziato a vederla in un modo diverso, più amichevole e scherzosa e credo che lei abbia visto me nello stesso modo. Quando abbiamo avuto il telefono, abbiamo cominciato a mandarci messaggi, non sempre con un senso, e foto con tema le passioni in comune e quelle di ognuna per conoscerci meglio.
Ormai in quinta, il trascorrere del tempo aveva guarito ogni ferita e il muro era diventato un ponte che ci ha unito e fatto diventare ottime amiche; adoriamo il tempo passato insieme, ridere, scherzare e prenderci anche in giro, ma sempre con un sorriso. Quando mi ha detto che anche lei avrebbe iniziato a fare pallavolo, ne sono stata contenta perché avremmo potuto passare altro tempo insieme per recuperare quello perso a costruire quell’inutile muro che per troppo tempo aveva diviso una bella amicizia.

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