Francesca

on 19 marzo 2019
in
Back To The Portfolio
Back Home

La mia parola ponte
L’episodio che voglio raccontare risale a qualche anno fa e la mia parola ponte, in quella circostanza, è stata: “Perché?”.
Questa domanda, tanto semplice da scrivere, ma tanto difficile da pronunciare, è riuscita a demolire il muro che si era creato tra me e mia cugina, quando lei aveva appena iniziato l’avventura della scuola media, mentre io, pur essendo più piccola solamente di qualche mese, ero ancora in quinta elementare: all’improvviso, senza un motivo apparente, mia cugina, che era anche la mia migliore amica sin da quando eravamo proprio piccole, si era decisamente allontanata da me, non facevamo più le nostre golose merende insieme, non giocavamo più ai nostri divertenti passatempi preferiti, non ci raccontavamo più le nostre avventure ed i nostri piccoli e grandi segreti e, ad un certo punto, ci eravamo persino tolte il saluto! Eppure eravamo sempre state molto affiatate, ci sostenevamo a vicenda, ci comprendevamo al volo, ci aiutavamo come fossimo sorelle…
In quei giorni, invece, io mi stavo arrabbiando sempre di più con lei, perché pensavo che tutta la colpa fosse soltanto sua, e lei si stava arrabbiando sempre di più con me, pensando che tutta la colpa fosse soltanto mia. Quell’assurda situazione continuava a peggiorare e io ci stavo veramente male, perché mi sentivo delusa e tradita; decisi, allora, di chiedere alla mia mamma di aiutarmi e lei mi diede un consiglio, che scoprii essere davvero prezioso: dovevo chiederle che cos’era successo di tanto grave da spingerla a comportarsi in quel modo nei miei confronti e non lasciare che il nostro rapporto si perdesse nel nulla, senza conoscere le ragioni.
In un primo momento avevo molti dubbi e pensavo che, se davvero avessi provato a farle questa domanda, avrei complicato maggiormente le cose; stavo lasciando che la mia paura e le mie preoccupazioni avessero la meglio, ma poi, per fortuna, compresi che, se volevo risolvere la questione, dovevo fidarmi: mettere da parte il mio imbarazzo, correre il rischio e affrontarla.
Quando chiesi a mia cugina perché mi stesse trattando così, scoprii che era solamente molto invidiosa del fatto che io, essendo più piccola, avevo ancora tanto tempo libero, mentre lei, alle medie, doveva passare diverse ore china sui libri a studiare, facendo davvero molta fatica. Soltanto un anno dopo, quando anch’io dovetti fare i conti con un nuovo metodo di studio, nuove materie e nuovi insegnanti, capii quanto le fosse costato il passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria; intanto, però, ritornammo finalmente a frequentarci come un tempo e, da questa esperienza, potei trarre una importante lezione di vita: capii che spesso è molto più facile e sicuramente meno impegnativo dare semplicemente la colpa agli altri e giudicarli, ma questo crea muri insormontabili tra le persone; invece, sforzarsi di capire che cosa provano coloro che ci stanno attorno ci aiuta a comprendere quali sono i problemi reali e, quindi, a risolvere le difficoltà che si creano tra di noi.

« »

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>