Moira

on 18 marzo 2019
in
Back To The Portfolio
Back Home

La mia famiglia per me è sempre stata la cosa più importante; ho sempre condiviso
tutto con i miei genitori, anche le cose che sarebbe stato meglio tenere per me. Mi
sono sempre ritenuta una persona fortunata, sono consapevole del fatto che non
tutti, purtroppo, hanno la possibilità di avere entrambi i genitori che gli stanno
sempre vicino, che li sostengono ogni volta che ne hanno bisogno e che li aiutano a
rialzarsi nelle cadute. I miei genitori non sono mai stati severi con me, non mi hanno
mai oppresso per quanto riguarda la scuola e non mi hanno mai tirato uno schiaffo
di troppo quando mi è capitato di ritirarmi con un voto basso. Per questo motivo mi
sono sempre sentita in dovere nei loro confronti, ho sempre cercato di renderli
orgogliosi e di non causargli dispiaceri. Mi sono sempre impegnata, sia a scuola che
nella pallavolo, non perché loro mi chiedessero di farlo, ma perché io mi sentivo in
obbligo. Il fatto che non mi hanno mai chiesto di impegnarmi mi ha portato a
pensare molte volte che non gli interessava come io andassi a scuola, ma crescendo
ho capito che lo fanno perché sono consapevoli del fatto che ho sempre studiato e
può capitare una giornata no. Non ho mai avuto grandi litigi con i miei genitori,
semplicemente quelli classici che avvengono quotidianamente, quando noi ragazzi ci
rifiutiamo di apparecchiare e sparecchiare la tavola, quando non vogliamo passare
l’aspirapolvere oppure rifarci il letto,insomma quando ci rifiutiamo di collaborare.
Un giorno, però, chiesi a mamma di uscire con i miei amici poiché era tutta la
settimana che ero a casa per studiare; lei mi rispose di no perché aveva preso un
impegno a cui avrei dovuto partecipare anch’io. Allora mi innervosii molto e le
risposi male, a tal punto che lei mi diede uno schiaffo. Così andai in camera mia e
iniziai a piangere perché mi sentivo in colpa, pensai ad un modo per scusarmi e poi
tornai da lei. Guardandola si vedeva chiaramente che era dispiaciuta per lo schiaffo,
allora mi disse che sarei potuta uscire con i miei amici perché me lo meritavo e che
era orgogliosa di me. Io le dissi semplicemente “perdonami”, ma quella semplice
parola, che fino ad allora non avevo mai pronunciato, servì a mettere le cose a posto
.La mia parola ponte è”Perdonami”.

« »

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>