Simone

on 18 marzo 2019
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La mia parola ponte è:”Scusa”.
E’ il primo giorno di scuola! Sono così emozionato che al suono della campanella avevo il viso arrossito ; ho provato l’ emozione di essere diventato grande , finalmente la scuola media. Il mio entusiasmo aveva raggiunto il picco quando sono entrato nell’aula che mi era stata assegnata; grande il desiderio di conoscere una nuova realtà scolastica. Immensa la gioia di conoscere nuovi amici , anzi ,non uno qualsiasi ma uno speciale ,uno che mi avrebbe accettato per quello che sono . La mia è la storia di un ragazzo che non ha mai smesso di credere nella bellezza della vita nonostante le tante difficoltà . In classe la professoressa ci invitò a presentarci , in elenco ero il quarto. La professoressa pronunciò il mio nome Abad con aria molto perplessa e con una voce dominata da un certo tremolio ;minuti infernali per me e i miei compagni mi guardarono con aria affiatata, tra di loro,si conoscevano già,evidentemente, eccetto Jacopo , che mi sorrise. Non era andata poi così male ; quegli attimi infernali erano stati allietati da un sorriso ed ero sicuro che sarebbe stato proprio lui ,il mio migliore amico. Il giorno seguente incontrai il mio compagno che mi invitò a casa per studiare insieme. Io ne fui felice. Da quel giorno, quasi tutti i pomeriggi li trascorrevamo insieme a studiare e a giocare eravamo diventati migliori amici ,anzi , amici per la pelle nonostante la mia fosse diversa.
Un giorno, però,in classe , Jacopo mi guardò in maniera offensiva e usò paroli ostili nei miei confronti. Durante la lezione di matematica, la mia schiena diventò il punto di atterraggio di materiale scolastico ed io non ne capivo il motivo. All’uscita lui insieme a Jake e a John “il bulli “della classe , mi insultarono pesantemente ,addirittura divulgarono la scena sui social. Non potevo crederci Il mio migliore amico era diventato il peggiore , mi aveva tradito chissà per quale ragione , incominciai a chiudermi in me stesso .I professori e i miei genitori si accorsero che qualcosa non andava. Un giorno la professoressa assistette a un episodio ancora più sgradevole del primo. Il preside convocò entrambi i genitori ,ignari dell’accaduto. La stanza era invasa da tristezza e stupore. L’indomani la professoressa fece una lezione sull’importanza dell’uso delle parole ;raccontò una storia che somigliava tanto alla mia e dopo consegnò ad ognuno di noi un elenco intitolato “ La lista delle parole non ostili” Jacopo con un abbraccio “imbottito”dalla forza del suo cuore ne scelse una , riconobbe di essersi comportato male ,di essersi messo dalla parte dei più forti ,di avermi deluso e mi chiese scusa quella era la parola magica che mi aspettavo che scegliesse e che la indirizzasse proprio a me Scusa la paro.la che rese possibile non solo di recuperare la nostra amicizia ma addirittura di rafforzarla.

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